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Servizi specialistici

 

  • screening della patologia glaucomatosa
  • laser e chirurgia del glaucoma
  • chirurgia dei difetti visivi (laser ad eccimeri, chirurgia della cataratta con impianto di I.O.L.)
  • trattamento parachirurgico del Cheratocono con cross- linking
  • chirurgia della retina
  • terapia delle maculopatie e delle patologie retiniche con iniezioni intravitreali
  • diagnostica oftalmologica per adulti e bambini

Patologie

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LA CATARATTA

La cataratta è l’opacizzazione (di solito graduale) del cristallino, la lente naturale dell’occhio.
Sebbene possa colpire individui di ogni età, la cataratta è più comune nelle persone che hanno superato i 60 anni. Poiché il cristallino opacizzato consente ad una minore quantità di luce di raggiungere la retina, la visione a distanza e/o la lettura sono spesso confuse e indistinte nell’occhio colpito.


Altri sintomi della cataratta:
• difficoltà di leggere caratteri di stampa piccoli, come quelli del giornale
• difficoltà di guidare, specialmente la notte
• riverbero fastidioso da parte dei raggi solari o dei fari delle automobili
• visione annebbiata

L’operazione di cataratta è ambulatoriale. Durante l’intervento l’occhio è completamente anestetizzato, quindi non si prova alcun dolore e l’intervento dura generalmente dai 10 ai 20 minuti.

L’intervento di cataratta consiste nella rimozione del cristallino oculare opacizzato e nell’impianto, in sua vece, di una lente artificiale posta all’interno dell’occhio.

IL GLAUCOMA

Il glaucoma è una malattia dell’occhio per cui la pressione interna dell’occhio diventa troppo alta, causando il danno progressivo del principale nervo oculare, il nervo ottico. Questo processo provoca una graduale perdita della visione laterale; ciò però non è percettibile fino a che il danno non sia molto avanzato. Il glaucoma non trattato può alla fine causare la cecità. La maggior parte delle forme di glaucoma non produce sintomi rilevabili fino a che non sia già occorso un danno irreversibile al nervo ottico: questo è il vero pericolo della malattia. Comunque, se diagnosticato in tempo, il glaucoma è trattabile con successo, perciò è molto importante essere visitati regolarmente per questa patologia. Inoltre, se si è un soggetto ad alto rischio di glaucoma o se si ha già un inizio di glaucoma, sono necessari esami supplementari e particolarmente attenti. Sebbene il glaucoma possa iniziare a qualsiasi età, il rischio di sviluppare la malattia aumenta con l’avanzare degli anni e diventa più comune dopo i 35/40 anni. Si stima che il glaucoma colpisca 1 adulto su 50.

Tutti possono ammalarsi di glaucoma, ma le categorie a più alto rischio sono :
1. chi è affetto da miopia elevata
2. chi ha familiarità verso il glaucoma
3. chi è affetto da diabete
4. chi ha avuto traumi rilevanti ad un occhio ( anche decenni prima chi ha avuto un grave intervento chirurgico all’occhio chi è di origine africana

Comunque, è importante sottolineare che, dopo i 35 anni di età, anche pazienti a basso rischio devono fare un controllo per il glaucoma dal loro oculista ogni 2 anni. Inoltre, gli esami per il glaucoma devono comprendere molto di più che un “ semplice” controllo della pressione dell’occhio.

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L’IPERTENSIONE OCULARE

Alcune persone hanno semplicemente la pressione oculare alta, ma non mostrano sintomi di danni al nervo ottico o di perdita della visione laterale. Si dice che queste persone soffrono di “ ipertensione oculare “. Recenti studi hanno mostrato che in alcuni casi è importante cominciare le cure contro il glaucoma in pazienti con ipertensione oculare per prevenire danni futuri. Decidere quali pazienti trattare e quali non trattare è una decisione importante e si basa su accurate indagini.

Il test più importante per valutare il glaucoma è l’esame del campo visivo, attualmente computerizzato, che permette di esaminare lo stato funzionale del nervo ottico. Nei pazienti con sospetto glaucoma o con la malattia conclamata è necessario eseguire questo esame periodicamente per valutare l’evolvere della patologia. Se il campo visivo è stazionario, significa che la malattia glaucomatosa non sta progredendo.
La pachimetria corneale è la misura dello spessore corneale. L’accuratezza della misura della pressione intraoculare può dipendere dalla cornea del paziente. Persone con cornea molto spessa possono avere pressioni oculari elevate, ma non essere a rischio di glaucoma. Invece chi ha una cornea molto sottile può presentare alla misurazione una pressione oculare normale , ma in realtà avere una pressione elevata e richiedere una terapia. E’ necessario misurare lo spessore corneale in tutti i pazienti in cui questo spessore può influire sul trattamento del glaucoma o della ipertensione oculare.
Altri esami per valutare il glaucoma sono la gonioscopia e l’esame accurato della papilla ottica da parte dell’oftalmologo.
Un esame recente molto importante è l'OCT della papilla ottica che analizza con il tomografo a coerenza ottica, disponibile nel nostro centro oculistico, l'eventuale danno glaucomatoso della papilla ottica e ci permette di seguirlo nel tempo.

LA RETINOPATIA DIABETICA

Il diabete è una condizione in cui è alterata la capacità del corpo umano di sottoporre a processo di trasformazione lo zucchero e di immagazzinarlo.
Tra le caratteristiche della malattia ci sono trasformazioni graduali dei vasi sanguigni.
La retinopatia diabetica è una complicanza del diabete causata dal deterioramento del sistema vascolare che nutre la retina nella parte posteriore dell’occhio.
Poiché i vasi sanguigni s’indeboliscono, essi possono perdere fluido o sangue nella massa vitreale trasparente che riempie l’occhio, oppure possono dilatarsi, danneggiando la retina, struttura assai delicata.

Le persone che hanno avuto il diabete per molti anni sono particolarmente a rischio di sviluppare la retinopatia diabetica. Sei persone su dieci tra coloro che hanno avuto il diabete per oltre quindici anni mostrano sintomi di danno retinico; la pressione alta e la gravidanza peggiorano la situazione.
Nonostante la retinopatia diabetica sia diagnosticata facilmente durante le visite oculistiche di routine e sia trattabile durante la fase iniziale con la chirurgia laser, essa rappresenta la principale causa di cecità fra gli adulti. I diabetici hanno una predisposizione a diventare ciechi 25 volte più alta rispetto a coloro che non hanno la malattia. Ci sono due tipi di retinopatia diabetica, quella essudativa e quella proliferativa.

Retinopatia essudativa: Nella retinopatia essudativa i vasi sanguigni si indeboliscono e cominciano a perdere sangue e siero. Questi fluidi si accumulano e formano depositi nei tessuti retinici, facendoli edemizzare, se i vasi che perdono sangue sono nell’area periferica della retina, generalmente non si verifica un serio indebolimento della vista, mentre se il fluido si accumula invece nella macula – la parte della retina responsabile della visione distinta, dei dettagli e dei colori – macchie scure e visione appannata possono rendere difficile o impossibile attività quali leggere o guidare.

Retinopatia proliferativa: Nel secondo e più avanzato stadio della retinopatia diabetica, i vasi anomali si diffondono - proliferano – attraverso la superficie interna della retina. Questi vasi indeboliti possono sanguinare nel vitreo e impedire alla luce di raggiungere la retina. Inoltre il tessuto connettivo cicatrizzato, che si forma come conseguenza, può contrarsi tirando la retina lontano dalla struttura sottostante e causandone il distacco. Come conseguenza di ciò può verificarsi una grave perdita della vista, e anche la cecità.

In entrambe le forme di retinopatia non si manifesta nessun dolore. Può verificarsi un graduale offuscamento della vista, ma senza un esame medico alcuni cambiamenti nell’occhio potrebbero non essere rilevati. Nella retinopatia proliferativa, quando c’è sanguinamento, il paziente può vedere delle macchie, una visione offuscata o sperimentare una completa perdita della vista nell’occhio colpito.

Trattamento della retinopatia: Bisogna prendere in considerazione l’età del paziente, la sua storia clinica, il suo stile di vita e il grado del danno subito dalla retina prima di consigliare una linea di azione. In molti casi il trattamento non è richiesto, in altri il trattamento con il laser può essere consigliabile per fermare l’ulteriore progressione della malattia.

Nel caso di retinopatia essudativa il laser è focalizzato con accuratezza minuziosa sul danno dei vasi sanguigni. Il calore del laser sigilla i vasi e aiuta ad accollare la retina alla parte posteriore dell’occhio formando delle piccole cicatrici.

Un trattamento diffuso per la retinopatia proliferativa è chiamato fotocoagulazione panretinica.

In questo procedimento la parte periferica della retina è disseminata di raggi di luce laser come fosse il bersaglio di un fucile da caccia. Anche se una certa quantità di tessuto sano è distrutto, questa tecnica generalmente ferma l’ulteriore crescita di cellule anomale e preserva la macula, salvando una parte preziosa di visione.



RIMOZIONE DI VITREO

Se il vitreo è diventato troppo torbido di sangue per rischiararsi da solo può essere raccomandata una procedura chirurgica chiamata vitrectomia. In questa tecnica il vitreo è aspirato e sostituito con una soluzione artificiale trasparente.


DISTACCO DI RETINA

Il distacco di retina avviene quando lo strato trasparente della retina si separa dallo strato pigmentato. Poiché i coni e i bastoncelli contenuti nello strato trasparente sono sollevati, la visione diventa oscurata e distorta. Il completo distacco porta alla perdita della vista.
La chirurgia volta a riattaccare la retina è fatta in anestesia generale o locale. Dapprima le rotture della retina vengono localizzate e saldate usando la crioterapia; poi il fluido vitreale è drenato da dietro lo strato trasparente della retina; infine una banda di silicone è avvolta attorno all’occhio per indentare e spingere lo stato trasparente e quello pigmentato di nuovo in contatto l’uno con l’altro. Il tessuto cicatriziale che si forma nelle aree congelate riattacca gli strati retinici.

LA MACULOPATIA

La degenerazione maculare è un deterioramento della macula, che è la zona più centrale della retina. Le cause della degenerazione maculare sono tuttora oggetto di studi approfonditi, ma sono generalmente associate all’avanzare del processo d’invecchiamento.
Comunque tendenze genetiche o ereditarie possono causare una degenerazione maculare anche nei bambini, oppure possono predisporre all’insorgere della malattia in pazienti che abbiano superato i 55 anni.
Il deterioramento sembra essere in relazione con ossidanti e altri danni metabolici prodotti nello strato pigmentato della retina.
Nel tempo questo strato comincia a degenerare e forma quelle che sono chiamate druse. Quanto più se ne formano, tanto più la funzione maculare diminuisce e la visione comincia ad appannarsi. In alcuni casi lo strato pigmentato subisce un’atrofia. Nella visione si sviluppano piccole macchie (scotomi) che alla fine si allargano fino a causare una perdita della visione più grave.
Lo sviluppo delle druse e/o l’atrofia dello strato pigmentato della macula è chiamato “degenerazione maculare secca”.
Nella forma più grave di degenerazione maculare si possono sviluppare piccole rotture tra la retina e lo strato vascolare medio dell’occhio ( coroide ) . Queste rotture permettono a vasi sanguigni anomali di svilupparsi e crescere nella parte inferiore della retina. Questi vasi ( membrane subretiniche neovascolari) causano emorragie e cicatrici che provocano una perdita spesso rapida e grave della funzione maculare e della visione centrale. Questa forma è chiamata “ degenerazione maculare umida“.


Come si previene la degenerazione maculare?

La prevenzione consiste nel proteggere la retina dai raggi ultravioletti con occhiali da sole, nel curare l’ipertensione e il diabete e nel non fumare.


Come si cura?

La terapia è basata, nelle forme secche, sull’assunzione di complessi vitaminici con minerali e antiossidanti che possono rallentare l’evoluzione della malattia. Nelle forme umide, complicate da membrane neovascolari, dopo l’esecuzione di una fluoragiografia, può essere utile un trattamento laser o una terapia fotodinamica per bloccare la membrana neovascolare.
Attualmente è possibile avere una evoluzione più favorevole con regressione delle neovascolarizzazioni eseguendo iniezioni intravitreali di farmaci che inibiscono la crescita dei vasi anomali.
Spesso sono necessarie più iniezioni a distanza di tempo per risolvere definitivamente il problema.

 

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